{"id":3102,"date":"2020-12-17T11:36:14","date_gmt":"2020-12-17T10:36:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.e-rihs.it\/?page_id=3102"},"modified":"2024-05-07T12:33:37","modified_gmt":"2024-05-07T11:33:37","slug":"x-ray-radiography-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.e-rihs.it\/en\/x-ray-radiography-2\/","title":{"rendered":"X-ray radiography"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_5,3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;2_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/www.e-rihs.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/X-ray-radiography.jpg&#8221; title_text=&#8221;X-ray radiography&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;||-108px|||&#8221;]<\/p>\n<p><strong>LABORATORIO: INFN<\/strong>\u00a0<strong>CHNet\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>NOME STRUMENTO <\/strong><\/p>\n<p>Scanner per radiografie digitali <em>in situ <\/em>sviluppato presso i laboratori di INFN CHNet<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI GENERALI<\/strong><\/p>\n<p>La radiografia X, specialmente per i dipinti su tela e tavola, fornisce informazioni sullo stato di conservazione dell\u2019opera analizzata e pu\u00f2 rilevare particolari importanti per la storia dell\u2019opera, quali la presenza di dipinti sottostanti, i pentimenti e\/o gli interventi di restauro eseguiti nel passato.\u00a0 Inoltre, l\u2019impiego di rivelatori digitali permette non solo di avere un immediato riscontro del risultato radiografico, ma anche di mantenere un\u2019ampia gamma di livelli di grigio e di effettuare la mosaicatura delle immagini radiografiche via software.<\/p>\n<p>Lo scanner per le radiografie <em>in situ<\/em> \u00e8 stato progettato e costruito per rispondere all\u2019esigenza di non spostare le opere dal luogo in cui esse sono conservate, pur non avendo limiti nelle dimensioni delle opere da analizzare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DETTAGLI TECNICI<\/strong><\/p>\n<p>Lo scanner per radiografie <em>in situ<\/em> \u00e8 costituito da due unit\u00e0 indipendenti in alluminio (ciascuna di peso inferiore ai 30 kg), una per la movimentazione del tubo a raggi X e l\u2019altra per quella del rivelatore digitale. Tipicamente le due unit\u00e0 sono poste ad una distanza di 1 m l\u2019una dall\u2019altra. L\u2019acquisizione delle radiografie copre un\u2019area di 1 x 1 m<sup>2<\/sup>, tuttavia la scansione di dipinti di dimensioni maggiori \u00e8 possibile. La scansione viene adattata sulle basi delle dimensioni del dipinto, e le immagini ottenute vengono mosaicate automaticamente al termine della misura. Ad esempio, la scansione di un\u2019area di 1 x 1 m<sup>2<\/sup> richiede 144 scatti e circa 3 ore.<\/p>\n<p>Il tubo a raggi X impiegato \u00e8 un YXLON EVO 160D, massima tensione anodica 160 kV, corrente massima 7 mA, raffreddato ad aria. Il rivelatore \u00e8 un Teledyne DALSA RedEye200, costituito da una matrice di fotodiodi con tecnologia CMOS combinata a uno schermo scintillatore di Gd<sub>2<\/sub>O<sub>2<\/sub>S. \u00c8 composto da 1024 x 1000 pixel di 96 \u00b5m per lato e la profondit\u00e0 di digitalizzazione \u00e8 di 12 bit\/pixel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Referenti:<br \/> Lisa Castelli <a href=\"lisa.castelli@fi.infn.it\">lisa.castelli@fi.infn.it<\/a><br \/> Francesco Taccetti <a href=\"ftaccetti@fi.infn.it\">ftaccetti@fi.infn.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.e-rihs.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/MOLAB_Radiografia-X_ita.pdf\" rel=\"attachment wp-att-4724\">Scarica la scheda completa<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.e-rihs.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MOLAB_EQUIPMENT_XRAYRadiography_ita.pdf\" rel=\"attachment wp-att-5818\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;2_5,3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/www.e-rihs.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/X-ray-digital-radiography.png&#8221; title_text=&#8221;X-ray digital radiography&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;]<\/p>\n<p><strong>LABORATORIO: CNR-ISPC &#8211;\u00a0XRAYLab\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>NOME STRUMENTO <\/strong><\/p>\n<p>Radiografia digitale a raggi X presso il laboratorio XRAYLab di CNR-ISPC<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI GENERALI<\/strong><\/p>\n<p>La radiografia digitale \u00e8 una tecnica ad immagine ampiamente utilizzata in ambito museale principalmente per lo studio dei dipinti su tela e su tavole di legno. La sua applicazione risulta particolarmente utile nello studio qualitativo dei materiali, del processo creativo dell\u2019artista, della tecnica realizzativa e del suo stato di conservazione. Data la natura non a contatto e non-invasiva della tecnica, la radiografia digitale risulta particolarmente indicata quando devono essere studiate opere fragili, quali ad esempio quelle pittoriche.<\/p>\n<p>L\u2019immagine radiografica viene ottenuta irraggiando con un fascio di raggi X non collimato emesso da un tubo di media potenza. In questo modo viene illuminata un\u2019area del campione con dimensioni lineari dell\u2019ordine di diverse decine di cm. In base alla densit\u00e0 e spessore del campione, il fascio primario viene assorbito in modi differenti delle diverse regioni dell\u2019opera producendo su un opportuno sensore posto dietro l\u2019opera una immagine in scala di grigi. Utilizzando rivelatori radiografici di elevata superfice attiva (flat panel digitali con aria attiva di circa 45x35cm<sup>2<\/sup> nel sistema di ISPC-CT), \u00e8 possibile ottenere in un unico scatto l\u2019immagine radiografica di un\u2019ampia area dell\u2019opera e in tempi ridotti (qualche decina di secondo). Nel caso di opere di grandi dimensioni \u00e8 possibile operare una mosaicatura della superficie con un successivo stiching automatico delle immagini operato via software.<\/p>\n<p><strong><em>Guida sintetica per la scelta della tecnica di radiografia digitale di ISPC<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Materiali: Materiali con elevato grado di radio opacit\u00e0<\/p>\n<p>Casi ottimali di applicazione: opere pittoriche su qualsiasi supporto anche di grandi dimensioni (in modalit\u00e0 stiching), opere in metallo o in legno a geometria (quasi) piana.<\/p>\n<p>Posizionamento del campione: verticale<\/p>\n<p>Tipologia di analisi: non-distruttiva e in-situ<\/p>\n<p>Tempi di misura: tipicamente &lt;1 minuto a scatto su un\u2019area di 43x35cm<sup>2 <\/sup>oppure su un\u2019area 46&#215;38 cm<sup>2<\/sup> (a seconda del rivelatore)<\/p>\n<p>Risoluzione attiva: 2816 x 2304 pixel con pixel size da 154 micron oppure 140 micron<\/p>\n<p>Caratteristiche e parametri della sorgente X: Tubo a raggi X Teledyne CPD160, 160Kv e 6mA, con filtraggi in Be oppure Al con differenti fattori di forma<\/p>\n<p>Rivelatore: Flat panel Teledyne GO-SCAN 4335, tecnologia aSi, 43x35cm<sup>2<\/sup>, 2816&#215;2304 pixel, pixel size 154 micron oppure Flat panel VIVIX-S 1417N, tecnologia aSi, 2.560&#215;3.072 pixel, pixel size 140 micron<\/p>\n<p>Profondit\u00e0 scala di grigi: 16bit<\/p>\n<p>Interfaccia dati: GigaE oppure WI-FI<\/p>\n<p>Frame rate: tipico 0.3sec<\/p>\n<p>Sicurezza: come tutte le tecniche basate sui raggi X, le misure radiografiche avvengono seguendo le prescrizioni dell\u2019esperto qualificato sulla radioprotezione e necessitano di locali idonei e con pareti spesse.<\/p>\n<p><strong>DETTAGLI TECNICI<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema di radiografia digitale del laboratorio XRAYLab di CNR-ISPC \u00e8 composto da una sorgete a raggi X con parametri operativi massimi di 160kV e 6mA. La sorgente pu\u00f2 operare con diverse finestre di filtraggio sia in Be che Al anche con diversa forma (circolare e rettangolare). L\u2019angolo di uscita \u00e8 pari a 60\u00b0 e 40\u00b0 rispettivamente nelle direzioni Y e X.<\/p>\n<p>La rivelazione radiografica avvien mediante due flat-panel in silicio amorfo di dimensioni rispettivamente di 43x35cm pixel e 46x38cm, con pixel-size rispettivamente pari a 154 micron e 140 micron.\u00a0 Nei casi di opere di grande dimensione \u00e8 possibile sfruttare un frame in alluminio di dimensioni pari a 200x180cm da porre dietro il dipinto per scatti successivi. Il mosaico viene poi composto via software alla fine delle acquisizioni dell\u2019intera opera.<\/p>\n<p>I due flat panel possono lavorare con interfaccia dati Giga-Ethernet o wi-fi e sono dotati di batteria con autonomia fino ad 8h (per operare anche nei casi in cui non sia possibile un attacco diretto alla rete elettrica). Tipicamente le acquisizioni di un dipinto, posizionato tra sorgente e rivelatore, avvengono con una distanza tra sorgente-rivelatore dell\u2019ordine di 1.0m-1.5m e, nel caso tipo di una tela dipinta, con il tubo operante 30kV e 6mA e con un tempo di esposizione compreso tra 30 e 60 secondi. Il frame rate dei due flat-panel \u00e8 dell\u2019ordine di 0.3sec e la dinamica dei grigi a 16 bit. Tutto il sistema opera mediante un laptop remoto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Referente:<\/p>\n<p>Francesco Paolo Romano <a href=\"mailto:francescopaolo.romano@cnr.it\">francescopaolo.romano@cnr.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.e-rihs.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MOLAB_EQUIPMENT_XRAYRadiography_ita.pdf\" rel=\"attachment wp-att-5818\">Scarica la scheda completa<\/a><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LABORATORIO: INFN\u00a0CHNet\u00a0 \u00a0 NOME STRUMENTO Scanner per radiografie digitali in situ sviluppato presso i laboratori di INFN CHNet &nbsp; INFORMAZIONI [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"class_list":["post-3102","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>X-ray radiography | E-RIHS.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.e-rihs.it\/en\/x-ray-radiography-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"X-ray radiography | E-RIHS.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"LABORATORIO: INFN\u00a0CHNet\u00a0 \u00a0 NOME STRUMENTO Scanner per radiografie digitali in situ sviluppato presso i laboratori di INFN CHNet &nbsp; 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